Liquidi e mutanti
Comprendere come si utilizzano le tecnologie per accedere ai contenuti è oggi fondamentale per tutte le aziende che operano nella produzione di musica, libri, cinema. Anzi, risulta ancor più importante che sapere il numero di connessioni Internet a banda larga o dei telefonini in famiglia.
Osservare con continuità, attraverso un Osservatorio, la rapidità dei cambiamenti in una società sempre più «liquida» e mutevole, diventa quindi strategico: solo così le imprese possono comprendere come contenuti da loro prodotti - primo anello della catena del valore di altri sistemi industriali e di telecomunicazione - vengono utilizzati dal pubblico, distribuiti, condivisi, mixati.
L’Osservatorio permanete dei contenuti digitali è stato creato nel 2007 da alcune delle più importanti associazioni che operano nei settori dei contenuti – Aie, Aidro, Fimi, Univideo – e da Cinecittà Holding, che hanno realizzato con AC Nielsen un’indagine che prende in esame su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 8.500 individui con più di 14 anni:
- le modalità di lettura, consultazione, accesso, ascolto e utilizzo di tutti i contenuti digitali (testi, musica, video e cinema) attraverso le diverse piattaforme tecnologiche;
- i differenti canali di accesso ai contenuti: da quelli tradizionali (librerie, negozi di dischi e Dvd, televisione o cinema di sala) a quelli legati alle nuove tecnologie digitali (Internet, telefonia cellulare, tv digitale, web radio, podcasting, IPTV, negozi on line, ecc), fino alle forme di social networking e di peer to peer legate alle nuove frontiere del Web 2.0;
- i processi di sostituzione e integrazione tra contenuti e tecnologie;
- i fenomeni di convergenza che stanno cambiando i paradigmi della rete ma che pongono alle aziende interrogativi sui loro modelli di business, la proprietà intellettuale, i processi produttivi e distributivi dei contenuti.